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La contabilità ambientale negli enti locali

Il metodo CLEAR

 

Il progetto CLEAR (City and Local Environmental Accounting and Reporting) ha sperimentato la realizzazione e l’approvazione di bilanci ambientali da parte dei 18 enti locali partner, accanto e insieme ai tradizionali strumenti di programmazione economico-finanziaria e di bilancio.

 

Il processo di costruzione del sistema di contabilità ambientale e della relativa rendicontazione ha come punti di riferimento i concetti di accounting, con cui si intende l’insieme delle procedure di rilevazione e di gestione dei dati ambientali di rilevanza per l’ente, e di accountability, che indica la realizzazione di un sistema di responsabilità per chiarire le relazioni esistenti tra decisioni, attività e parametri di controllo degli effetti (indicatori). L’approvazione del bilancio ambientale intende, infatti, aumentare la trasparenza dell’azione del governo locale, perché consente di rendere espliciti i contenuti ambientali delle diverse politiche e di monitorare i risultati ottenuti, in base sia alle competenze che alle priorità dei Comuni e delle Province.

 

Il processo operativo si sviluppa a partire dalla definizione delle politiche dell’Ente, prosegue con l’individuazione e la misurazione di indicatori monetari e fisici e con la predisposizione di una procedura sistematica di raccolta delle informazioni rilevanti, e termina con la comunicazione dei risultati raggiunti dall’Ente in relazione agli impegni assunti (reporting); è previsto il coinvolgimento degli stakeholder per la definizione e la misura degli indicatori monetari e fisici. Il processo si chiude circolarmente con la ridefinizione delle politiche sulla base dei risultati osservati e delle performance dell’Ente.

 

Struttura della rendicontazione

La contabilità ambientale è un processo di governance in cui l’Ente dà conto degli esiti delle proprie politiche ambientali. Pertanto, è stata definita una struttura di rendicontazione che permette di associare logicamente e coerentemente impegni e parametri di controllo, derivata dalle competenze di legge dell’Ente che hanno una ricaduta ambientale (aree di competenza) e dalle proprie scelte autonome (ambiti di rendicontazione). La

Tabella 1 e la Tabella 2 mostrano in dettaglio aree di competenza ed ambiti di rendicontazione rispettivamente per un Comune ed una Provincia.

 

Definizione delle politiche

L’obiettivo della definizione delle politiche è individuare gli impegni dell’Ente che generano un impatto positivo sull’ambiente.

 

  • esplicitazione delle politiche ambientali

Dopo un’analisi dei documenti di programmazione e pianificazione dell’Ente, le politiche ambientali vengono classificate in base al profilo temporale cui si riferiscono (indirizzi, obiettivi, attività). L’analisi documentale viene integrata con interviste ad amministratori e dirigenti in relazione alle diverse competenze con ricaduta ambientale, nonché al personale delle aziende che gestiscono servizi di pubblica utilità.

 

Tabella 1: aree di competenza e ambiti di rendicontazione (Comune)

 

1. VERDE URBANO E TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ

1.1

Governo del verde pubblico

1.2

Governo del verde privato

1.3

Governo dei sistemi naturali

1.4

Tutela degli animali

 2. MOBILITÀ SOSTENIBILE

2.1

Interventi infrastrutturali per la mobilità sostenibile

2.2

Gestione sostenibile della mobilità

2.3

Tecnologie e provvedimenti per la mitigazione degli impatti da traffico

 3. SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE

3.1

Criteri di sostenibilità degli strumenti di pianificazione

3.2

Recupero e miglioramento dell’ambiente urbano

3.3

Riqualificazione e recupero siti produttivi e industriali dimessi

3.4

Riduzione dell’impatto ambientale delle opere pubbliche

 4. RISORSE IDRICHE

4.1

Gestione delle acque di approvvigionamento

4.2

Gestione delle acque reflue

4.3

Controllo dei corpi idrici

 5. RIFIUTI

5.1

Indirizzi in merito alla gestione dei rifiuti

5.2

Gestione della raccolta, del recupero di materia/energia dai rifiuti

5.3

Controllo dell’impatto ambientale generato dalla gestione dei rifiuti

 6. RISORSE ENERGETICHE

6.1

Pianificazione in tema di risorse energetiche

6.2

Riduzione degli impatti ambientali nell’uso pubblico di risorse energetiche

6.3

Controllo degli impianti

 7. INFORMAZIONE, PARTECIPAZIONE. INNOVAZIONE

7.1

Educazione, formazione e sensibilizzazione allo sviluppo sostenibile

7.2

Ascolto e dialogo con la comunità locale

7.3

Strumenti, prassi e procedure per la riduzione degli impatti ambientali delle attività dell’Ente

7.4

Promozione di accordi volontari e progetti ambientali nei diversi settori economici

8. ALTRI IMPEGNI AMBIENTALI

8.1

Eventuali altri ambiti di rendicontazione non compresi nei precedenti

 

 

  • riclassificazione delle politiche per aree di competenza e definizione delle priorità

L’insieme degli indirizzi, degli obiettivi e delle attività raccolti sono analizzati e riordinati nelle aree di competenza e negli ambiti di rendicontazione.

  • verifica delle politiche ambientali

Le politiche ambientali dell’Ente devono essere validate da tutti coloro che hanno partecipato alla fase e fornito informazioni; dopo la revisione è consigliata l’approvazione in Giunta. È consigliata una verifica esterna con i portatori di interessi a cui possono essere presentate le politiche ambientali.

 

Definizione del sistema contabile

Il sistema contabile è un sistema parametrico che permette di verificare gli esiti delle politiche ambientali. Tale sistema viene definito piano dei conti, ovvero un sistema di indicatori associati agli ambiti di rendicontazione e logicamente correlati alle politiche.

Le fasi operative sono:

  • definizione del piano dei conti

Il metodo CLEAR prevede un piano dei conti standard ed un set di indicatori utilizzati nelle sperimentazioni di Comuni e Province. A partire dal piano dei conti CLEAR, che permette confronti diacronici e tra diversi Enti, Comuni e Province devono personalizzare il proprio sistema contabile.

 

Tabella 2: aree di competenza e ambiti di rendicontazione (Provincia)

 

1.  AMBIENTE NATURALE

1.1

Tutela della flora e della fauna

1.2

Creazione e gestione delle aree naturali protette

1.3

Valorizzazione dell’ambiente naturale

2. RISORSE IDRICHE

2.1

Pianificazione

2.2

Gestione

2.3

Monitoraggio

3. ATMOSFERA, ENERGIA, RUMORE, ELETTROMAGNETISMO

3.1

Atmosfera

3.2

Energia

3.3

Rumore

3.4

Elettromagnetismo

4. TERRITORIO E USO DEL SUOLO

4.1

Pianificazione

4.2

Tutela del suolo e delle coste

4.3

Monitoraggio

5. ATTIVITÀ PRODUTTIVE

5.1

Agricoltura

5.2

Industria, commercio e artigianato

5.3

Turismo, sport e cultura

6. RIFIUTI

6.1

Pianificazione

6.2

Gestione

6.3

Monitoraggio

7. TRASPORTI E VIABILITÀ

7.1

Pianificazione dei trasporti pubblici

7.2

Gestione dei trasporti pubblici

7.3

Pianificazione della viabilità

7.4

Gestione della viabilità

8. INFORMAZIONE, EDUCAZIONE, FORMAZIONE E PARTECIPAZIONE

8.1

Programmazione partecipata e condivisa

8.2

Informazione ed educazione

8.3

Formazione rivolta all’esterno

9. GESTIONE AMBIENTALE INTERNA

9.1

Sistemi di gestione ambientale

9.2

Riduzione degli impatti interni generati

9.3

Attività di formazione interna orientata alla sostenibilità

9.4

Ottimizzazione della gestione del patrimonio

10. ALTRI IMPEGNI AMBIENTALI

10.1

Eventuali altri ambiti di rendicontazione non compresi nei precedenti

 

 

La personalizzazione del piano dei conti avviene a partire da un’accurata analisi degli indicatori che l’Ente utilizza, per individuare un primo set di indicatori già disponibili e collegati alle aree di competenza e agli ambiti di rendicontazione. Gli indicatori presenti nel piano dei conti sono di tipo fisico e di tipo monetario.

Il piano dei conti è dunque una struttura contabile ordinata per aree di intervento e ambiti di rendicontazione, che raccoglie informazioni descrittive, dati fisici e dati monetari.

  • raccolta dei dati

Completato il piano dei conti viene avviata la fase di raccolta dei dati.

La gestione di questa fase risulta notevolmente facilitata dalla costruzione di un sistema informativo collegato agli ambiti di rendicontazione. Il sistema informativo di gestione dei dati garantisce la qualità dei dati raccolti e, negli anni, la continuità e la possibilità di costruire serie storiche. Permette anche di evidenziare chi sono i fornitori dei dati e i responsabili della raccolta.

Per facilitare la raccolta dei dati è consigliata la predisposizione di una scheda per ogni indicatore che, fornendo definizioni e informazioni specifiche sulle modalità di calcolo degli indicatori, aiuti i fornitori dei dati a garantire la massima trasparenza, correttezza e attendibilità delle informazioni.

  • verifica del piano dei conti e dei dati

Il piano dei conti, in quanto sistema di controllo sugli effetti delle politiche, deve essere verificato da coloro che hanno espresso le politiche ambientali (amministratori e dirigenti), oltre che dal responsabile della contabilità ambientale;in questa fase è anche consigliato un confronto con gli stakeholder. Analogamente, i dati e le informazioni raccolte devono essere verificate da coloro che li hanno forniti.

 

Le spese ambientali

La contabilità ambientale CLEAR prevede una sezione specifica di conti monetari basata sull’analisi e sulla riclassificazione dei documenti di bilancio dell’Ente.

L’obiettivo è identificare le spese, con finalità ambientali, sostenute o previste dall’Ente e la loro ripartizione secondo le aree di competenza utilizzate per la classificazione delle politiche ambientali e degli indicatori.

Gli elementi caratteristici della riclassificazione dei documenti di bilancio sono:

  • la definizione della spesa ambientale

Il termine "spesa ambientale" include il costo degli interventi intrapresi da un’impresa o da un ente pubblico, direttamente o attraverso terzi, al fine di prevenire, ridurre o riparare danni all’ambiente derivanti dalle sue attività operative. Ne sono escluse le spese che possono influire positivamente sull’ambiente ma il cui scopo principale consiste nel soddisfare altre esigenze quali, ad esempio, una maggiore redditività, la sicurezza e la salubrità nei luoghi di lavoro, la sicurezza nell’utilizzo dei prodotti o l’efficienza produttiva di un’impresa.

Dal punto di vista operativo le spese ambientali:

    • devono essere riscontrate e chiaramente identificabili nella contabilità dell’Ente;
    •  

    • devono avere ricadute positive dirette in termini ambientali;
    •  

    • devono essere complessive e non percentuali parziali di singole voci di spesa.

Il processo di riclassificazione inizia dunque con l’analisi delle singole voci di spesa sostenute nell’anno di riferimento e con la loro suddivisione tra spese ambientali e spese non ambientali.

La riclassificazione viene effettuata sulla base dei dati presenti nella contabilità finanziaria; l’utilizzo dei dati di contabilità economica sarebbe più aderente alle esigenze informative ma questa non è ancora sufficientemente diffusa e affidabile negli Enti locali.

L’attività di riclassificazione non riguarda i dati relativi alle entrate.

  • i criteri di classificazione delle spese ambientali

Le spese per le quali sia stato accertato un contenuto ambientale devono essere classificate in base alle aree di competenza. In aggiunta è possibile effettuare la classificazione rispetto agli ambiti di rendicontazione.

Per rendere più leggibili i dati si può operare una ripartizione delle spese, per finalità oltre che per aree di competenza, ovvero aggregando le spese sulla base della tipologia di attività che finanziano.

Un ulteriore elemento opzionale è la quantificazione della spesa ambientale delle aziende che gestiscono servizi pubblici locali su delega dell’Ente.

  • il principio di iscrizione degli importi

Nel processo di definizione delle spese ambientali deve essere indicata la dimensione finanziaria che si prende in considerazione (importi stanziati a preventivo, importi impegnati, importi liquidati).

È possibile indicare una serie di corrispondenze che devono essere tenute presenti per scegliere la tipologia di spesa da analizzare e classificare:

    • gli importi stanziati rendono conto delle politiche definite;
      •  

    • gli impegni di spesa rendono conto dell’attuazione delle politiche ;
      •  

    • gli importi liquidati rendono conto della realizzazione degli interventi.

Il metodo CLEAR prevede una differenziazione nella tipologia di spese da considerare a seconda che si realizzi un bilancio ambientale preventivo o consuntivo:

Il bilancio CLEAR prevede l’analisi e la riclassificazione delle spese ambientali suddivise tra spese correnti e spese di investimento. Queste spese vengono rappresentate separatamente, anche se entrambe classificate secondo le aree di competenza ed eventualmente di rendicontazione.

 

 

Il reporting

L’obiettivo del reporting è la comunicazione degli impegni e delle performance ambientali dell’Ente attraverso la redazione del bilancio ambientale.

Lo schema di bilancio è pensato per dar conto delle ricadute ambientali delle attività dell’Ente relativamente agli impegni assunti; i destinatari sono i consiglieri del Comune e della Provincia e gli stakeholder, pertanto il documento deve garantire un’elevata facilità di lettura e trasparenza.

 

I principali passi della redazione del documento sono i seguenti:

    • individuazione degli estensori del documento;
    •  

    • selezione dei documenti tecnici da utilizzare prodotti nelle fasi precedenti;
    •  

    • redazione del bilancio;
    •  

    • verifica dei contenuti.

Nella fase di avvio della contabilità ambientale il bilancio ambientale viene redatto e approvato una sola volta all’anno insieme al bilancio di previsione dell’Ente, con lo schema riportato nella tabella seguente:

 

 

Bilancio ambientale nella fase di avvio

  1. La lettera di presentazione
  2. Abstract
  3. Sommario
  4. Premessa
  5. Parte I - Inquadramento
    1. Aspetti metodologici
    2. Il contesto territoriale di riferimento
    3. Le attese della comunità locale

  6. Parte II - Consuntivo
    1. Impegni prioritari dell’Ente
    2. I conti ambientali
    3. Le spese ambientali dell’Ente
    4. Dati integrativi

  7. Parte III - Linee di previsione
    1. Le priorità per l’anno (obiettivi, target, risorse)

 

Nella redazione del bilancio sono coinvolti coloro che hanno dato un contributo al processo di contabilità ambientale nelle fasi precedenti.

Completata la redazione della bozza di bilancio ambientale, sono necessarie verifiche da parte del responsabile del sistema di contabilità ambientale dell’Ente e di assessori e dirigenti; è anche consigliato un confronto con gli stakeholder.

Al termine delle verifiche si può trasmettere il documento per l’approvazione formale.

 

 

Sistema di governance

Il sistema di rendicontazione ambientale costituito dalla definizione delle politiche ambientali, dalla definizione del sistema contabile e dalla fase di reporting deve confrontarsi con i portatori di interessi interni ed esterni e integrarsi con i processi ordinari dell’Ente. Ciò permette di fare della contabilità ambientale uno strumento di riforma della governance ambientale locale oltre che strumento di gestione.

Le aree di confronto e integrazione riguardano in particolare:

  • il percorso istituzionale di approvazione

Il percorso istituzionale di approvazione del bilancio ambientale deve essere simile al percorso di approvazione del bilancio finanziario. Il bilancio ambientale può essere presentato in un’autonoma sessione di bilancio successiva a quella di approvazione del bilancio ordinario; non è opportuno che il bilancio ambientale venga proposto come un allegato al bilancio finanziario perché questo potrebbe ridurre l’attenzione per il bilancio ambientale.

Prima di avviare la costruzione del sistema di contabilità ambientale è importante che la Giunta deliberi l’impegno dell’Amministrazione all’adozione dello strumento di contabilità ambientale con la descrizione della metodologia che si intende seguire (il metodo CLEAR), delle attività da compiere, dei responsabili e dei tempi.

  • l’integrazione con gli strumenti ordinari

La contabilità ambientale deve garantire l’integrazione con gli strumenti ordinari dell’Ente. I contenuti dei documenti CLEAR dovranno comunque essere coerenti con i contenuti presenti nei documenti e negli strumenti istituzionali.

Un punto di particolare attenzione riguarda l’integrazione tra la contabilità finanziaria e la contabilità ambientale: la contabilità ambientale deve riuscire ad adeguarsi agli schemi contabili adottati negli Enti, così da poter dialogare con essa in ogni passaggio politico, amministrativo e contabile.

  • l’intersettorialità

Nell'introduzione del sistema di contabilità ambientale e nella sua messa a regime andranno quindi sempre considerate le politiche, le attività e le performance dell'Ente nel suo complesso senza limitarsi, per esempio, a quelle gestite dall'Assessorato all'Ambiente.

L'approccio intersettoriale permette di mettere in evidenza le relazioni tra le politiche dei diversi settori dell'Ente, di evidenziare la trasversalità delle politiche ambientali, di verificare ed evidenziare il contributo di ciascun settore interno alla realizzazione di politiche ambientali complessive e di gestire e coordinare questi contributi.

  • il coinvolgimento degli stakeholder

Ha come obiettivo la condivisione del sistema contabile con i principali gruppi portatori di interessi che operano nel territorio di competenza dell’Ente.

In particolare si tratta di capire se i soggetti portatori di interesse ritengono esaustivi i parametri di rendicontazione identificati, se vogliono che l’ente rendiconti anche su altri fattori, se ritengono gli indicatori scelti sufficientemente chiari e leggibili, se hanno la necessità di ottenere altre informazioni (diverse o integrative), se hanno suggerimenti da dare.

 

 

Il bilancio ambientale a regime

A regime i bilanci ambientali approvati sono due (preventivo e consuntivo) e seguono l’iter di approvazione del bilancio preventivo e del conto consuntivo dell’Ente.

Il bilancio ambientale di previsione indica gli impegni, le politiche, le risorse finanziarie ed i target relativi agli aspetti ambientali; il bilancio consuntivo permette di verificare a posteriori il livello di spesa ambientale effettivamente realizzata, gli effetti misurati dagli indicatori e di confrontare i target con i dati rilevati a consuntivo per verificare l’efficacia delle politiche.

 

 

 

La struttura del bilancio ambientale a regime è la seguente:

Bilancio ambientale di previsione

Conto consuntivo ambientale

La lettera di presentazione

Abstract

Sommario

Premessa

Parte I - Inquadramento

  • Aspetti metodologici
  • Il contesto territoriale di riferimento
  • Le attese della comunità locale

Parte II - Preventivo

  • Gli impegni prioritari
  • Le politiche ambientali
  • I conti ambientali di previsione (target)
  • Le spese ambientali di previsione

La lettera di presentazione

Abstract

Sommario

Premessa

Parte I - Inquadramento

  • Aspetti metodologici

 

 

Parte II –Consuntivo

  • Gli impegni prioritari
  • I conti ambientali
  • Le spese ambientali
  • Dati integrativi
  • Priorità ambientali

 

Riferimenti

www.clear-life.it sito del progetto CLEAR-LIFE

www.networkclear.it sito della campagna per la diffusione della contabilità ambientale

news@networkclear.it indirizzo per l’iscrizione alla newsletter della campagna per la diffusione della contabilità ambientale