
| REGIONE UMBRIA Periodico della Direzione Politiche Territoriali, Ambiente ed infrastrutture |
Luglio 2005 |
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SPECIALE
L’Agenda 21 in Umbria 2005 (parte 1)
L’Agenda 21 in Umbria 2005 (parte 2)
L’Agenda 21 in Umbria 2005 (parte 3)
Gli strumenti di gestione ambientale
Scheda-Profilo utilizzata per l’indagine 2005
Conclusioni, bibliografia/sitografia
Allegato:
Schede-Profilo degli Enti A21L
Schede-Profilo degli Enti che hanno adottato strumenti di gestione ambientale
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a cura del
Centro Regionale per l'Informazione la Documentazione e l'Educazione Ambientale |
Sviluppo sostenibile grazie alle Regioni
La prima considerazione rileva come in vari territori e città della nostra regione tramite Agenda 21 si sono sviluppati percorsi partecipativi che hanno proposto letture e progetti di sviluppo locale che hanno implementato la cultura della sostenibilità e una accentuata attenzione istituzionale ai temi dell’ambiente intesi in modo sempre più trasversale alle varie politiche. Non più quindi una politica parziale e correttiva di uno sviluppo convulso, quanto la tessitura di una serie di politiche che dal livello locale possano, attraverso l’interscambio di esperienze e di relazioni, incidere sullo sviluppo globale e contribuire a determinare uno sviluppo più partecipato e consapevole, più democratico e sostenibile. Si tratta di legare le esigenze dell’economia e della società col filo della sostenibilità con un ruolo delle Regioni rivolto da un lato al coinvolgimento e all’incentivazione delle amministrazioni locali, dall’altro a riaprire un confronto con il Governo Nazionale teso a riattivare un tavolo Stato-Regioni per lo sviluppo sostenibile e per promuovere politiche sinergiche ed una governance ispirata al principio di sussidiarietà. Anche le politiche comunitarie hanno spinto le Regioni a dare importanza crescente alle politiche ambientali locali nella consapevolezza che non esiste uno standard economico di sostenibilità, quanto una sostenibilità di contesto appunto locale ma compatibile con grandi emergenze mondiali quali le emissioni in atmosfera, i cambiamenti climatici etc. L’oggettivo riscontro dei livelli di inquinamento, come la limitatezza delle risorse disponibili impongono una rivisitazione profonda del nostro sviluppo a partire dalla conoscenza del proprio territorio e dall’attivazione di un ventaglio di azioni che determinano uno sviluppo equilibrato e sostenibile. Il rafforzamento di queste politiche passa anche per una maggiore informazione e sostegno agli strumenti di gestione ambientale che, senza stravolgerne il carattere volontario, hanno bisogno di coordinamento e di un quadro di riferimento nazionale all’interno di una rinnovata strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. L’Umbria è attualmente capofila del Coordinamento nazionale Agende 21 e cercherà di favorire un elevato raccordo con le altre Regioni su politiche di sostenibilità ambientale da portare al tavolo Stato-Regioni con l’intento di riavviare una seria politica nazionale per l’ambiente. Le politiche di sostenibilità migliorano la qualità della vita dei cittadini, rafforzano l’immagine dell’Umbria e la sua forza attrattiva; per questo, come ribadito anche dalla Presidente Lorenzetti nelle dichiarazioni programmatiche, diventa sempre più decisivo investire nella tutela, nel miglioramento del nostro ambiente, attraverso una valorizzazione ulteriore della filiera turismo-ambiente-cultura, la certificazione delle nostre produzioni e dei nostri prodotti, una esplicita scelta verso una qualità di sistema. Muovendoci in questa direzione non sarebbe velleitario aggettivare il Patto per lo sviluppo, che rappresenta il cardine della politica regionale, come Patto per lo sviluppo sostenibile.
Assessore all’Ambiente ed allo Sviluppo Sostenibile
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